lunedì 23 agosto 2010

fiocchi rosa tartaruga


ieri notte si sono schiuse le uova del secondo nido di tartaruga sito nella piccola spiaggia nera della Pozzolana di Ponente.
Fino al momento da questo nido ne sono nate 47.
I volontari del CTS stanno monitorando 24/h i nidi e attendono ancora molte schiuse dal tramonto in poi.
Il terzo nido dovrebbe schiudersi all'incirca il 5 settembre.
Per la temperatura della spiaggia, che supera i 35°C, i nascituri sono tutti di sesso femminile.
S. Tuccio

Linosa, l'isola delle tartarughe


I primi tartarughini sono nati, risalendo a pinnate da circa trenta centimetri di sabbia, nella notte del 14 agosto, emersi dalla sabbia nera della spiaggia Pozzolana dell'isola di Linosa. La loro madre, la tartaruga soprannominata “Svizzera” per la sua puntualità nelle deposizioni, aveva deposto le uova a fine giugno. Nelle notti successive, mentre sull'isola si festeggiava il Ferragosto, sono venuti alla luce altri piccoli di tartaruga. A vegliare su di loro 24/24h i biologi, i veterinari, i volontari e i campisti che operano nel Centro di recupero tartarughe marine di Linosa del Cts.

Dalle prime luci dell’alba a sera tardi si susseguono le visite al nido: i bagnanti vogliono sapere quanti tartarughini sono venuti al mondo e quale sarà il loro destino. Lo spettacolo della vita che nasce coinvolge tutta l'isola.

Oltre al nido schiuso il 14, vi sono quest'anno nella Pozzolana altri tre nidi: una concentrazione unica se pensiamo che la spiaggia è ampia solo un centinaio di metri. La tartaruga marina è da sempre considerata un simbolo: nell'antichità alcuni popoli marini l'avevano assunta come loro Totem (ovvero secondo quelle credenze loro progenitrice), altri popoli avevano invece visto nelle tartarughe più grosse il prototipo dei mostri marini che da sempre accompagnano le fantasie della gente che va per mare.

Nel Mediterraneo Caretta caretta è la specie più comune e proprio a questa specie appartengono le piccole vite emerse dalla spiaggia di Linosa nei giorni scorsi. Le femmine di Caretta caretta abitualmente nidificano nella spiaggia dove sono nate. Purtroppo pochi dei nati riescono a superare i primi anni: così piccoli sono infatti preda di gabbiani e pesci. L'istinto li porta, appena venuti al mondo, a dirigersi verso la luce più grande: il mare. La speranza di tutti è che molti tartarughini nati in questi giorni fra 30 anni, quando avranno raggiunta la maturità sessuale, tornino a nidificare sull'isola magica, perpetuando così una tradizione vecchia di millenni.

Gianni Giacobino

mercoledì 18 agosto 2010

Linosa, dal nido al mare


Continuano ancora a schiudersi le uova di uno dei quattro nidi, il primo, di tartaruga Caretta caretta siti nella spiaggia nera di Pozzolana di Ponente.
Da questa notte dovrebbero iniziare a schiudersi le uova del secondo nido.
La magia di questa nido è dal fatto che la mamma tartaruga torna a deporre ogni 2 anni, il 30 giugno, nella stessa spiaggia. Considerando la precisione è stata denominata "Svizzera".
S. Tuccio

domenica 15 agosto 2010

macchina finisce in mare


Una macchina renault 4 scivola da sola in mare nel piccolo porticciolo turistico dell'isola di Linosa. Probabilmente il proprietario non aveva messo bene il freno a mano.
L'auto lentamente si è appoggiata tra due barche ormeggiate e poi si è immersa a 2 metri di profondità.
Non c'era nessuno sul veicolo, in compenso sacchetti pieni di spesa che dopo qualche minuto galleggiavano dentro il porticciolo... arance, pane, mele, pesci...
La macchina è stata tirata subito dopo a secco con l'aiuto di molti turisti e isolani presenti in quel momento.

venerdì 13 agosto 2010

Dopo due giorni un altro barcone di immigrati


Sono solo trascorsi due giorni da quando sulla piccola isola delle Pelagie era avvenuto uno sbarco con 40 immigrati.
Prima della mezzanotte del giovedì 12 agosto, un altro viaggio della speranza raggiunge Linosa, il barcone non è stato trovato.
Per il momento i carabinieri dell'isola hanno bloccato 41 immigrati, probabilmente ce ne saranno ancora in giro.
Stanno tutti bene, non ci sono donne e bambini, vestiti asciutti.
Uno di loro sta per partire con l'elisoccorso per glicemia alta.
Nel video l'arrivo nel pronto soccorso linosano del diabetico con l'ambulanza.

S. Tuccio

martedì 10 agosto 2010

Linosa, Clean Water Day


Tutti i diving di Linosa si riuniscono per un unico scopo: una gara per "ripulire" le acque della magnifica isola. (Linosa ha acque limpide e cristalline ma le mareggiate e le correnti alle volte portano in piccole calette del materiale plastico o di vetro)

Subacquei si sfideranno nella raccolta di "sporcizia" dal mare, chi ne raccoglierà maggiormente vincerà un premio, che sarà consegnato la stessa sera durante una festa al piccolo anfiteatro vicino al porto.

é un evento pioniere nei modi in quanto si propone di fare passare una linea di monitoraggio continuo e assiduo delle Aree Marine Protette, ricordando a tutti che la protezione dell'ambiente non può essere delegata alle istituzioni troppo spesso occupate in altre faccende, ma che sono le persone comuni a dover essere sempre più sensibili alla salvaguardia delle nostre coste che chiedono poco e danno tanto.

lunedì 9 agosto 2010

Linosa, sbarcati 40 magrebini


Quaranta immigrati di nazionalità magrebina sono stati fermati dai carabinieri di Linosa dopo la mezzanotte in località Faraglioni.
Nel gruppo non ci sono donne e bambini.
I migranti sono stati lasciati sull'isola da un barcone che subito dopo lo sbarco si è allontanato a luci spente scomparendo nel buio.
Sono tutti in buone condizioni di salute, tranne un uomo che sofferente di diabete e giunto sull'isola con un eccessivo tasso di glicemia, è stato trasferito nella notte stessa con l'elisoccorso nell'ospedale di Palermo per timore di possibili complicanze.
I migranti sono stati accolti e rifocillati nella palestra delle scuole dell'isola. A mezzogiorno sono stanti imbarcati sul traghetto Palladio per essere trasferiti nel più vicino centro di accoglienza.

S. Tuccio

lunedì 26 luglio 2010

Crialese scrive ai linosani



LINOSA: Una settimana fa’ il regista del film “Terraferma”, Emanuele Crialese, si è dovuto allontanare dall’Isola per motivi di salute; pertanto le riprese, che dovevano terminare il 10 agosto, sono state sospese in attesa del ritorno del regista. Considerando la lunga degenza, sono state spostate le date dei prossimi ciak a subito dopo ferragosto.

Crialese ha inviato una lettera ai linosani, linosari li chiama lui, per scusarsi dell’improvviso allontanamento dell’isola.



Palermo, 26 luglio 2010

Cari Linosari,

il film è sospeso per qualche settimana. Vi scrivo queste parole solo per dirvi che è stato un vero onore lavorare con voi. Abbiamo faticato insieme e a volte non è stato facile e ci sono state anche piccole tempeste, ma siamo riusciti a sostenerci e anche ad amarci. Ho imparato molte cose da voi, vi porto nel cuore e non vedo l’ora di rivedervi dopo ferragosto.

Godetevi tutti i turisti che arriveranno, spero che ci ricordiate cin allegria e affetto.

La barca TERRAFERMA è ancorata in un posto sicuro.

Approderemo tutti di nuovo nel porto della pozzolana fra tre settimane.

Un abbraccio di maestrale

Vostro

Emanuele Crialese


Gli isolani hanno gradito questa lettera come un’azione nobile e aspettano a braccia aperte Crialese con tutto il suo cast ormai integrato con gli abitanti.


ki nikki & nakki

martedì 20 luglio 2010

«Il mare, la mia ossessione ma ora racconto i clandestini»

Crialese: film a Linosa, tra gli sbarchi dei profughi In quattro mesi ho visto l' arrivo di cinque imbarcazioni di disperati: noi della troupe abbiamo cucinato la pasta per loro

LINOSA - Emanuele Crialese piazza le sue macchina da presa tra le onde e la roccia nera. Ora gli abitanti li ha conquistati, ma c' è voluto tempo. E comunque non vogliono apparire nel suo nuovo film, Terraferma, il primo che si gira a Linosa dopo il documentario degli Anni 50 Un' isola ha sete, e almeno questo problema è stato superato. «Io sono qui da quattro mesi. È un' isola difficile, non ci sono strutture, non c' è una banca, un unico Bancomat e il tecnico venuto a ripararlo col traghetto traballa ancora per le onde, la frutta arriva una volta alla settimana. Linosa è un lapillo, è giurassica». E infatti a Lampedusa, più evoluta e attrezzata, meno sogno in mezzo al mare, li chiamano «i linosauri». Vengono gli stranieri?, chiediamo a uno dei 400 che l' abitano. «Sì, i milanesi soprattutto», risponde. Crialese, c' è l' acqua di Lampedusa in Respiro, che vinse a Cannes «La Settimana della critica»; c' è l' acqua in Nuovomondo, Leone d' Argento a Venezia nel 2006. Ora fa di questa piccola montagna di lava lo scenario universale di una storia di pescatori, e di clandestini e turisti. «È un tornare indietro nel tempo». Un romano che ama il mare più remoto e lontano della Sicilia, tanto da tornarvi; il mare come estremo rifugio contro l' «inquinamento» delle attività umane? «L' acqua per me è la mancanza di gravità, l' assenza di un peso preciso, ed è impossibile da definire; esistono i confini marini ma non si vedono, è uno spazio che quando lo guardi è così da chissà quanto tempo, appartiene al nostro pianeta ma non è un nostro elemento, non ci sono città sul mare, è una cosa delle origini, l' acqua è vita. Qui mi sento protetto, ed è devastante». Bisogna aspettare i giri del vento e gli umori delle correnti. E in questa natura leopardiana Crialese, 45 anni, colloca lo sguardo visionario e le immagini simmetriche, la sua folle geometria, le sue ossessioni (l' isola, i pescatori, un personaggio femminile forte, gli immigrati), una levigatezza metafisica che corrisponde al paesaggio lunare. «C' è la voglia del viaggio, dell' altra vita come dimensione di azzeramento, la mia idea che ognuno di noi sogna di rompere qualcosa del passato per cominciare il presente. La protagonista del film, Donatella Finocchiaro, sente l' esigenza di andare altrove». Ha perso il marito, è ancora piacente, che ci fa lì; ha un figlio, Filippo Pucillo, l' attore-mascotte che aveva 9 anni in Respiro e ora ne ha 20: «È selvaggio, anacronistico, puro». Il nonno è Mimmo Cuticchio, si rifugia nella grotta come gli isolani al tempo dei borboni, ha capito che si guadagna più a vendere la barca da pescatore che a pescare per 40 anni. Martina Codecasa è una turista. Poi c' è Beppe Fiorello, il cognato di Donatella, il primo a annusare l' aria buttandosi nella speculazione turistica. «Non racconto una cosa ma un contesto, dei temi affrontati attraverso la vita di alcuni personaggi, una metafora che porta a una domanda; è un film sulla solidarietà, su cosa vuol dire progresso e ciò che dà la possibilità di aiutare l' altro. Una famiglia di ignoranti vive contro il proprio paese che vuole denunciare i clandestini. Bianchi e neri sulla stessa spiaggia». Non le farà piacere, ma ricorda Verso l' Eden, il film di Costa Gavras con Riccardo Scamarcio. «Forse raccontiamo le stesse cose, ma in modo diverso». Linosa non è Lampedusa...«Potrebbe essere un' altra isola. E comunque da quando sono qui ho visto con i miei occhi cinque sbarchi, ogni volta 70 persone a bordo, gli abbiamo cucinato la pasta, non ci hanno voluto dire da dove vengono e i carabinieri ci hanno proibito di filmarli». Non erano finiti gli sbarchi? «Lo dicono, si fa finta che le cose non succedono. Non siamo razzisti ma accendiamo la tv e ci piomba addosso la paura, la politica è una grande regìa, crea un pericolo, lo risolve e prende i voti». Sta girando un pamphlet politico? «Per carità, politica è una parola che non so più cosa vuol dire». Lei in Nuovomondo ha raccontato i nostri primi immigrati a New York. «Se avessi saputo com' è l' emigrazione oggi, non l' avrei fatto quel film. È una realtà imparagonabile, i nostri contadini non avevano radio e tv, questi sanno tutto, e mentono a chi resta a casa, sono solo viaggi eroici, la visione di una vita migliore ma disattesa e mai divulgata». Il titolo, Terraferma, ci rimanda all' idea dell' approdo e della staticità. Cambia le scene e i dialoghi giorno per giorno, poi sul set ha il controllo totale e si capisce perché Fellini è il primo nome incantato che gli viene in mente: «Il cinema italiano è prigioniero del retaggio della commedia e del neorealismo». «È un film difficile di cui ci siamo innamorati, ha fascino dell' immagine e forza drammaturgica». Riccardo Tozzi lo produce per Cattleya («8 milioni, una componente importante del finanziamento ci auguriamo venga dalla Regione Sicilia»), con Rai Cinema, distribuzione 01. L' approdo naturale sarà il Festival di Cannes. Crialese per mantenersi nella formazione a New York ha fatto il cameriere, il ristoratore finanziò il suo primo film, Once We Were Strangers, ospitato al Sundance Festival di Robert Redford. Guarda già oltre l' orizzonte, un film sui bambini di strada di Rio de Janeiro, un altro sul quartiere-favela di Palermo Zona Espansione Nord, «che paradossalmente si legge Zen». Rio e Palermo, sarà ancora circondato dall' acqua. «Già». Sorride. E se ne va tra le case di pietra lavica e pozzolana ridipinte dalla troupe.
corrieredellasera.it

venerdì 9 luglio 2010

Crialese in Terraferma


L'isola delle berte che piangono. Per il suo terzo film Emanuele Crialese ha scelto questa propaggine di Sicilia, questo scoglio nero e silenzioso, felice di orti strappati al vento e avvolto dal lamento strano di questi uccelli migratori. Sembra il pianto di un bambino o il gemito sensuale delle sirene che sanno ammaliare naviganti e insegnanti di liceo, come racconta nel suo migliore incanto il Tomasi di Lampedusa di Ligheia. Crialese ha girato Respiro a Lampedusa, Nuovo Mondo tra Ragusa e Scicli e sta girando tutto Terraferma qui a Linosa. Lo incontro in una pausa delle riprese che vanno avanti da un mese e mezzo e continueranno fino a metà Agosto. Emanuele è sempre rimasto qui, su quest'isola piccola, contenuta, con gelosi isolani che hanno il minimo indispensabile per sentirsi paese e un'attitudine poco incline al turismo mondano.
Mi piace pensare che Crialese è una specie di animale da scoglio che si nutre di alghe, umori, venti forti, grecali salmastri e pomodori di mare. Assorbe, stando qui, e le sue storie sono il frutto di un realismo magico che è possibile solo a chi sa che c'è ben poco nella realtà che non superi di gran lunga qualunque immaginazione. Anche se poi lui si misura con storie di emigranti e di immigrati, con naufragi, annegamenti, oblio e voglia di dare colpi di reni e rinascere. Così succede che ci parliamo poco, mi accenna, mantiene un gran riserbo e so che non si tratta di trucchi da regista , ma è che lui sta ancora assorbendo da scogli e ogliastri, da tamerici e rocce laviche e la storia che ci racconterà sarà fino all'ultimo ignota anche a lui. È bello svegliarsi presto, andare a nuotare sotto la parete lunare della "pozzolana" e trovarsi in compagnia della sua montatrice che rivela lo stesso metodo, la stessa cautela, le storie si fanno a bracciate, ci sono forti protagonisti maschili, lo stesso Filippo che era un bambino in Respiro e adesso ha quasi vent'anni, c'è l' "altro" Fiorello, c'è il grande Mimmo Cuticchio, bonario, immenso, potente e marinaio. Mi ritrovo in barca con Mimmo Cuticchio e Donatella Finocchiaro, la protagonista femminile ed è una Sicilia di allusioni, battute, magnifici toni dentali catanesi, quelli di Donatella, magnifico timbro da puparo palermitano quello di Mimmo. Insieme a un pescatore di Linosa che accompagna la troupe dall'inizio giriamo intorno all'isola, tra il mare squillante di blu, le risate delle grotte che si aprono tra le schiume, i segni del verde profondo delle storie di caponi, luvari, aricciole. E al tramonto si fa silenzio, si spengono i motori e siamo in mezzo alle berte che in mare cominciano a piangere. Stanno qui, a qualche chilometro dalla costa, hanno lasciato i maschi a sorvegliare le uova sulle scogliere e cominciano la corale a cappella. Cosa si dicono, che lingua parlano, visto che vengono da posti mescolati come le Canarie e le Baleari? E perché scelgono quest'isola e non Lampedusa o Pantelleria? Non so se Terraferma parlerà di loro, so solo che Crialese ha deciso che tutta la storia di svolge qui, che questo micro mondo vuole raccontare il casino del mondo più vasto, gli affrontamenti di interesse, tra pescatori, immigrati, poliziotti, famiglie, turisti, lo spaccato locale in cui oggi convivono i grandi drammi.

ilsole24ore.com

domenica 7 marzo 2010

Un’isola per il cinema


Monira, l’ultima fatica del regista
linosano, Salvatore Tuccio sarà
presentato al prossimo Festival
Internazionale di Kelibia. Il corto
interamente realizzato sulla più
piccola delle Pelagie, racconta in
maniera realistica una tradizione
che ancora oggi è attuale in molti
paesi di cultura islamica, dove un
gran numero di ragazze minorenni
vengono forzati, a sposarsi con
matrimoni combinati, nel quale
l’uomo compra la sposa e dove
ribellarsi al volere della famiglia e
soprattutto del padre è impossibile.
«Ho avuto modo di capire che il
corto sta riscuotendo un certo
apprezzamento - dice il regista -
sono state tante le segnalazioni in
tal senso che mi sono giunte, molti
delle quali provenienti anche da
giovani magrebini. Purtroppo -
continua - ci sono donne che
devono ancora conquistare la libertà
e il diritto di ribellarsi. Il silenzio e
l’indifferenza alimentano questa
violenza». Anche in questo lavoro
Salvatore Tuccio ha scelto come
location l’isola di Linosa; location
dalla quale come sempre riesce a
trarre le situazioni volute che hanno
dentro la peculiarità di riuscire a
trasmettere allo spettatore la
consapevolezza del messaggio. Tra
gli attori, anch’essi tutti
rigorosamente linosani, spicca una
naturale gestualità di recita in tutti i
quattro personaggi, che vedono nel
ruolo della giovane sposa Ilenia
Bonadonna, in quello della madre
Tiziana Giardina, Salvatore Remirez
invece, interpreta il padre mentre
Andrea Tuccio, è lo sposo. Monira
attualmente sta partecipando anche
ad Action for Women, il concorso
cinematografico dedicato al tema
della violenza contro le donne.
CALOGERO MARIA SPARMA
lasicilia.it

lunedì 1 febbraio 2010

Monira


" ci sono donne che devono ancora conquistare la libertà e il diritto di ribellarsi...
Il silenzio e l'indifferenza alimentano questa violenza"

Ancora un gran numero di donne minorenni in alcuni Paesi Islamici vengono forzati tutt'oggi a sposarsi, ribellarsi al volere della famiglia e soprattutto del padre non è sempre possibile.

لازال هناك العديد من النساء في بعض الدول الإسلامية تجبر على الزاوج ,ويستحيل عليهم دائماً التمرد على رغبة العائلة وخاصةً الأب .

un corto di Salvatore Tuccio

location: isola di Linosa

giovedì 7 gennaio 2010

Agrigento: richiesto un distaccamento dei vigili del fuoco a Linosa

Linosa è una delle isole Pelagie (5,43 km², circa 420 ab.) 42 km a NE diLampedusa, assieme alla quale costituisce un comune (5.626 ab.) della provincia di Agrigento. L’isola ha un'estensione di 5,4 km², ed è situata al centro del mar Mediterraneo a 160 km a sud della Sicilia e 160 km a est della Tunisia. Ha una forma pressoché circolare con uno sviluppo costiero di 11km. A differenza di Lampedusa e Lampione che fanno parte della placca continentale africana, (e derivano da una frattura del continente stesso) Linosa è di origine vulcanica e il suo edificio si erge a partire da millecinquecento metri di profondità: infatti al contrario di Lampedusa e Lampione i fondali di Linosa sprofondano rapidamente. Essa è di natura vulcanica e le sue origini sono relativamente recenti: secondo studi geologici, Linosa dovette emergere durante il Quaternario antico e deve la sua origine alle eruzioni avvenute lungo la linea di frattura che corre tra la costa est della Sicilia e il litorale di Tunisi. La sua attività eruttiva risale al Pleistocene, ipotesi avvalorata dall'età dei fossili, presenti nei tufi stratificati della parte est del monte di Ponente. Il medesimo asse vulcanico ha dato origine, grazie a un vulcanismo fondamentalmente alcalino, alle isole di Pantelleria e Linosa, le cui porzioni emerse rappresentano in minima parte le culminazioni di strutture molto più imponenti. I crateri vulcanici sono tuttora ben evidenti: al centro dell'isola, basso e ampio (600 metri di diametro), si estende il cratere principale, la Fossa del Cappellano, fittamente coltivato. A coronarlo altri tre coni: monte Vulcano (195 m), monte Rosso (186 m), monte Nero (107 m); più un piccolo Craterino di 50 m alle pendici di quest'ultimo. L'attività eruttiva dall'ultimo cratere (il più piccolo) è terminata circa 2500 anni fa. Attualmente l'isola è profondamente quiescente. L'economia linosana è basata su turismo, pesca ed agricoltura. Anche se non mancano piccoli esercizi commerciali ed artigianali, nonché lavori pubblici amministrazione delegazione comunale, centrale elettrica, dissalatore). Non esistono veri hotel sull'isola, ma esistono numerosissimi appartamenti o bungalow da affittare. Nella stagione turistica sono numerosi i bar, i ristoranti e le pizzerie aperte. Attualmente Linosa dispone di tre moli (in modo che, teoricamente, almeno uno sia sempre agibile in caso di forte vento) ed è collegata giornalmente a Lampedusa e Porto Empedocle da un nave traghetto della SIREMAR e da aliscafi. Tuttavia ancora le condizioni del tempo sono altamente influenzanti i trasporti che durante la brutta stagione non assicurano i collegamenti. Presente sull’isola un eliporto, durante la stagione estiva la presenza turistica aumenta la popolazione passando da circa 420 abitanti a 2000 media fissa sull’isola. Non esiste un distaccamento VVF terrestre, totalmente sprovvista di soccorso alla popolazione da parte dei Vigili del Fuoco che stazionano sulla più grande delle isole Pelagie Lampedusa, non raggiungibile immediatamente per la lontananza marina cui le divide. Negli anni diversi incidenti hanno caratterizzato ed evidenziato una popolazione abbandonata e lasciata allo sbaraglio, se non soccorsa dopo ore e ore d’attesa. Il più grave lo staccamento di un costone che a seppellito 2 turisti rimasti per ore in attesa di soccorso e deceduti senza possibilità di aiuto o soccorso, diversi i morti di clandestini che hanno raggiunto l’isola da cadaveri lasciati per giorni in mare aggrottati in attesa di un degno recupero da parte dei vigili del fuoco della più vicina isola, nonché incendi di appartamenti e sterpaglie sfuggiti al monitoraggio o alla cronaca estinti dalla stessa popolazione con mezzi di fortuna. Sono esistenti sull’isola un Vigile del Fuoco permanente con patente di III grado e diversi VVD che prestano servizio sull’isola di Lampedusa.Abbiamo inoltre notizia di cittadini pronti a rendersi disponibili all’iscrizione nei quadri dei Vigili del Fuoco Volontari. Pensiamo che quell’isola viste le particolari peculiarità cui è sottoposta, debba e possa avere la presenza dei Vigili del Fuoco attraverso la costituzione di un distaccamento Volontario o posto di vigilanza. Pertanto si chiede alla s v di iniziare l’iter burocratico al fine di chiedere al superiore ministero l’apertura di un distaccamento terrestre volontario dei Vigili del Fuoco per l’Isola di Linosa. Si rimane disponibili a qualsiasi collaborazione al fine di dare anche agli abitanti dell’isola di Linosa la possibilità del servizio di soccorso da parte dei Vigili del Fuoco.
ecodisicilia.com

lunedì 28 dicembre 2009

Linosa, elicottero... ma non per tutti

Linosa, elicottero... ma non per tuttiPDFStampaE-mail
SCRITTO DA AETHUS
DOMENICA 27 DICEMBRE 2009 18:56

Linosa, isola delle Pelagie a sud della Sicilia, per 9 giorni è rimasta completamente isolata. L'unico mezzo di trasporto che dovrebbe raggiungere quotidianamente l'isola è la nave che, a causa del maltempo, è rimasta ferma al porto di Porte Empedocle (Ag).

Alcuni abitanti dell'isola si sono celermente mobilitati per chiedere la disponibilità di un elicottero della marina che potesse svolgere le normali funzioni di comunicazione che in ogni luogo nel 2010 dovrebbero essere assicurate. Dopo molte insistenze, gli alti vertici, hanno pensato di mettere a disposizione un elicottero della marina militare: circa 60 persone erano in attesa in Sicilia di poter raggiungere le proprie famiglie per passare il Natale, i linosani stessi erano in condizioni di restrizione e regime obbligato, ma soprattutto c'erano persone che avevano urgenza di andare in continente per emergenze sanitarie.

Dopo 9 giorni di isolamento non si parla più di necessità, ma oserei dire di vergogna e emergenza. L'attesa estenuante di un elicottero è perdurata per 3 giorni, oltre i reali bisogni precedentemente descritti, si è aggiunta una forte ansia nell'attesa che ha condizionato psicologicamente in senso negativo tutta la situazione.

Questa situazione, a dir poco assurda si è, per così dire, conclusa con un viaggio in elicottero da Porto Empedocle a Linosa di 12 passeggeri, che al suo arrivo non ha espletato i bisogni più urgenti, lasciando sull'isola chi aveva realmente bisogno di essere portato al più vicino aeroporto. La confusione che si è venuta a creare, forse è dipesa da una mancanza di un reale piano di emergenza, che dopo 9 giorni di isolamento, dovrebbe scattare automaticamente.

Si spera che, da mancanze così gravi, possa scaturire un piano di intervento a livello nazionale e che quest'isola non venga considerata come appartenente allo stato italiano solo quando si avvicina il periodo elettorale.



youreporter.it

mercoledì 23 dicembre 2009

Programma manifestazione natalizia


Ass. culturale TEMPU NIVURU

presenta

MERRY CHRISTMAS 2009

25 dicembre

ore 16:00 CHIESA: Babbo Natale porta i doni di Gesù per ragazzi fino alla IIIa media.
ore 21:00 ORATORIO: serata danzante

28 dicembre

ore 10:00 ORATORIO: tombola per i ragazzi dalla Ia elementare alla Ia media.

30 dicembre

ore 10:00 ORATORIO: tombola per i ragazzi dalla Ia elementare alla Ia media.

31 dicembre

ore 21:00 ORATORIO: serata danzante

2 gennaio

ore 10:00 ORATORIO: cineforum per ragazzi

4 gennaio

ore 10:00 ORATORIO: cineforum per ragazzi
ore 20:00 ORATORIO: tombola per ragazzi della IIa media alla Va superiore

6 gennaio

ore 10:00 ORATORIO: serata danzante e premiazione "Presepe in Famiglia"


ps. La manifestazione sarà videofilmata in ogni suo momento


Con il patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa

«Noi, dimenticati d’Italia» L’inverno nei paradisi estivi

Isole minori, oasi di pace, esistenza difficile. D’estate luoghi senza tempo, paradisi per le vacanze. D’inverno battute da vento impetuoso, e dunque necessità umane e rifornimenti affidati a collegamenti marittimi influenzati dai capricci meteo.Spesso, poi, non si fa a tempo a uscire da una "segregazione", durata anche settimane, che la piccola finestra di sole e mare calmo spalancatasi d’improvviso per garantire che una nave possa rifornire di cibo fresco e magari anche dei medici, già si chiude per annunciare altri giorni in balia delle correnti.Abitanti costretti a dipendere dalla terra ferma: un fine gravidanza da programmare come un orologio svizzero, una visita dal dentista, una vacanza natalizia, si possono trasformare in lunghe e costose attese. Posta che non arriva per tempo e nessuna giustificazione sugli interessi di mora da pagare.La piccola Linosa, scoglio vulcanico del gruppo delle Pelagie, Lampedusa e Lampione, è una di queste vittime predestinate. Poco più di 410 abitanti, su circa sei chilometri quadrati d’isola, che da ieri si trovano di nuovo sganciati dal resto del mondo. Isolata per nove giorni, fino all’altro ieri, quando la motonave «Laurana» della «Siremar» era poi riuscita a spezzare l’assedio meteo, così da permettere il trasporto anche di decine di passeggeri da e per le isole Pelagie; ed ecco che il maltempo ha ristabilito il suo dominio.«I nostri abitanti hanno un grande spirito di adattamento, ma si sentono abbandonati. Tutti vengono e promettono qualcosa, poi se ne vanno e ci dimenticano. Bisogna saper mettere mano ai progetti veri, che esistono già e questo isolamento meteo non sarà più una spada di Damocle appesa sulle nostre teste - racconta al telefono il parroco di Linosa, don Giovanni Fragapane -. Quando un tempo i collegamenti erano garantiti da una vecchia bagnarola, navigava tutti i santi giorni dell’anno. Non c’erano libeccio né maestrale che tenevano». Un collegamento di emergenza è garantito, ma anche in questo caso dipende dall’intensità del vento, da un elicottero del 118 che staziona a Lampedusa, 25 miglia più a Sud, mentre la costa siciliana si trova a 60 miglia a Nord. Elicottero che proprio l’altro ieri è riuscito a prelevare un malato. Ma non sempre si arriva in tempo per salvare una vita umana. È successo già: un infarto è letale, una ferita che sanguina troppo anche.«Il nostro Natale sarà la riconferma di una salda vita di fede, che certo si esprimerà anche nelle difficoltà imposte dal nostro isolamento cronico - aggiunge don Giovanni -. Il pensiero, uno dei tanti, delle famiglie linosane e anche rivolto al ritorno, in tempo per la gioia della natività, dei loro ragazzi che proprio per questi nostri problemi sono costretti a studiare sulla terra ferma. Così come i malati che sono stati dimessi dagli ospedali della Sicilia, ma che non possono stare ancora con noi, se la nave non può garantire un collegamento sicuro. Non abbiamo un porto vero. Ma degli scali e se c’è troppo vento la motonave non può manovrare in sicurezza. Da nove anni io sono approdato come parroco di Linosa e ancora da molto tempo prima esistono progetti fermi che possono affrontare il nostro isolamento».Chi da Linosa parte per un giorno, anche solo per raggiungere la vicina Lampedusa con un nuovo servizio di aliscafo istituito quest’anno, rischia di rimanere bloccato per una settimana. Così accade anche per il cambio personale da garantire nel servizio di guardia medica o degli insegnanti che si alternano nelle scuole elementari.In tre mesi la nave a Linosa è riuscita ad attraccare una decina di volte, dovrebbe poterlo fare tutti i giorni tranne il sabato di riposo. Ma è anche capitato che quando è arrivata non aveva portato la posta e dunque bollette e spese rimaste inevase o concorsi statali andati perduti per sempre. «È sempre la solita storia - dice Fabio - un giovane linosano. I collegamenti navali rispettano la tabella di marcia e se il giorno di tregua meteo coincide con quello di riposo, non sempre il comandante decide di salpare per ridurre l’isolamento. Tanti anni fa la nave dei miei nonni, salpava con qualsiasi tempo, anche con mare forza sette, erano pagate a viaggio ed erano anche meno sicure di quelle moderne».
avvenire.it

sabato 19 dicembre 2009

Lampedusa: altra bufera giudiziaria

Lorenzo MontanaIl canile sotto sequestroDino de Rubeis
Altra bufera giudiziaria su Lampedusa, questa volta senza arresti. Sei persone indagate: il sindaco Bernardino De Rubeis, il direttore generale Salvo Caffo, il presidente del consiglio Vincenzo D'ancona il consigliere comunale Santino Brischetto, l'ex capo dell'ufficio tecnicoAlfonso Averna e l’ imprenditore Angelo Cucina. Le vicende monitorate sono una dozzina, le ipotesi di reato una quindicina. E’ c’è anche corruzione, abuso ed altro. Andiamo con ordine. Con un mega avviso di conclusione delle indagini preliminari, la Procura della Repubblica di Agrigento ha formalmente contestato ai sei indagati una miriade di reati. La corruzione viene ipotizzata a carico di De Rubeis perché un altro imprenditore, oltre Sergio Vella e Massimo Campione, avrebbe ammesso di aver ricevuto richiesta di una tangente da 50 mila euro dal sindaco per ottenere una licenza edilizia e costruire in località “Cala Croce”. I fatti risalirebbero alla fine del 2008. L’imprenditore che accusa si chiama Pasquale De Francisci. L’altra ipotesi di corruzione viene contestata al presidente del Consiglio comunale D’Ancona. Ma è una vicenda nota: l’aver preteso 10.000 euro dall’imprenditore Massimo Campione. Poi c’è la vicenda del canile di Lampedusa. E finiscono sotto inchiesta De Rubeis, Caffo, Averna e l’imprenditore Cucina. Il canile, sorto lungo la strada che porta al nuovo centro di accoglienza in contrada Vallone della Imbriacola non è mai entrato in funzione ed è stato sequestrato. De Rubeis ha costruito e rifinito un'area rendendola idonea per poterci ospitare i cani. LaProcura contesta le modalità amministrative utilizzate cioè una ordinanza urgente. Sembrerebbe che la struttura sia stata costruita senza i pareri necessari e i lavori sono stati fatti dalla ditta di Angelo Cucina. L’accusa della Procura fa leva anche sulla ipotesi di favorire l’arricchimento di determinate ditte locali dato che oltre alla realizzazione del canile sono state acquistate merci e materiali utili per la sua costruzione. In definitiva De Rubeis ha fatto fare diversi lavori con l'utilizzo di ordinanze ed urgenti e non con regolare gare di appalto e progettazioni, il segretario comunale, che è anche direttore generale, per avere legittimato i pagamenti alla ditta Angelo Cucina e l'ing. Averna per non essersi attenuto alle normative vigenti in materia di gare per pubblici lavori. Il consigliere comunale Brischetto entra nell’indagine per avere “distratto” utilizzandoli per altri scopi, due televisori e delle sedie. Infine la storia della denuncia di un ex assessore comunale, Lorenzo Montana, il quale subito dopo la scarcerazione di De Rubeis, dopo le note vicende di questa estate, è stato “dimissionato”. Montana ha lamentato,con il suo defenestramento, un danno economico. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, dunque, sono arrivate alla conclusione. Adesso gli indagati hanno la possibilità di farsi interrogare. Ma per loro è facile ipotizzare la prossima mossa della Procura: richiesta di rinvio a giudizio.

Vincenzo D'AnconaSantino Brischetto

grandangolo.it

mercoledì 16 dicembre 2009

Conapo:"Linosa merita un distaccamento dei vigili del fuoco"

Il sindacato dei vigili del fuoco Conapo, torna a chiedere l'istituzione di una caserma dei vigili del fuoco sull'isola di Linosa.

"Non esiste un distaccamento dei vigili del fuoco terrestre - dichiara il segretario, Antonino Di Malta-,quindi la popolazione è totalmente sprovvista di soccorso, dato che la caserma è sull'isola di Lampedusa e non è quindi immediatamente data la distanza. Negli anni diversi incidenti hanno evidenziato come la popolazione sia abbandonata e lasciata allo sbaraglio, se non soccorsa dopo ore e ore d’attesa. Il più grave, lo staccamento di un costone che ha seppellito 2 turisti rimasti per ore in attesa di soccorso e deceduti senza possibilità di aiuto o soccorso, per non parlare dei diversi cadaveri di clandestini che sono rimasti per giorni in mare in attesa di un degno recupero da parte dei vigili del fuoco della più vicina isola, nonché incendi di appartamenti e sterpaglie sfuggiti al monitoraggio, spenti dalla stessa popolazione con mezzi di fortuna. Pensiamo - prosegue Di Malta - che quell’isola viste le particolari peculiarità cui è sottoposta, debba e possa avere la presenza dei Vigili del fuoco attraverso la costituzione di un distaccamento Volontario o posto di vigilanza".
agrigentonotizie.it

Voglia di libertà


martedì 15 dicembre 2009

Ritornano i migranti

Isola di Linosa, zona Faro Sono le 16:30 quando un peschereccio spuntato dal nulla lascia nel mare in tempesta un gruppo di 14 migranti che raggiungono la costa a nuoto. Il natante sparisce in fretta. I viaggiatori, tutti uomini, di nazionalità diverse, almeno dichiarano, percorrono qualche chilometro a piedi fino a quando non arrivano i carabinieri e un gruppo di ragazzi dell'isola per trasportarli, con un camioncino, nel campetto sportivo dell'isola. Vengono dati vestiti asciutti, coperte, e viveri. Sembrano in ottima salute, parte qualche escoriazione provocata durante la salita sugli scogli. A causa del mare in tempesta rimarranno sull'isola un paio di giorni fino a quando, calmatosi il mare, verranno trasferiti sulla terraferma.