giovedì 28 agosto 2008

Il Prefetto in vacanza sull'isola di Linosa

Illustrissimo SE signor Prefetto apprendiamo con piacere dalla stampa della sua vacanza nell’isola di Linosa, questo ci compiace e ci lusinga particolarmente soprattutto perché lo scrivente che rappresenta la CONAPO Provinciale di Agrigento vive in un Isola (Lampedusa) che come Linosa sà cosa significhi l’isolamento , le difficoltà , i disagi quotidiani che solo chi non è sensibile e non le vive può non comprendere. Avrà certamente potuto ammirare i colori le bellezze particolari ma soprattutto la genuinità della gente del posto, quella genuinità con modo di porsi con un basso profilo che contraddistingue e fà della gente di Linosa cittadini unici ed esemplari anche nei momenti di aiuto e di protesta, tutte quelle cose che oramai anche in un Capoluogo di Provincia vanno sparendo. Sicuramente i cittadini di Linosa nel dialogare con lei avrà avuto modo, tra tanti problemi, di rappresentarle le difficoltà di un’ isola che non ha ancora un Presidio dei Vigili del Fuoco e quindi la mancanza di un diritto come il soccorso da parte dei Vigili del Fuoco. Le avranno sicuramente detto come la notte del 19.07.2008 gli stessi isolani con l’aiuto dell’arma dei carabinieri hanno salvato un’intera famiglia dalle fiamme sprigionate nel loro appartamento , le avranno certamente raccontato come un gruppo di turisti posti sulla spiaggia sparivano inghiottiti dalla montagna senza che abbiano potuto avere il dignitoso tentativo e il minimo soccorso , le avranno certamente raccontato le difficoltà che incontrano ogni qualvolta arriva il carburante sull’isola , non le avranno certamente raccontato come si sono dovuti arrangiare in tanti di quei incendi di sterpaglia poiché oramai nei loro disagi un fuoco in campagna è diventata cosa di poco conto. Questa gente deve avere un Presidio dei Vigili del Fuoco.
Basta poco, basterebbe un automezzo e una squadra mista tra personale permanente e discontinuo, le difficoltà maggiori sarebbero di reperire personale autista , ma si potrebbe far conseguire la patente di terzo grado al personale Volontario (come in tanti distaccamenti d’Italia) residente che già sull’isola di Linosa è presente e se necessario completarlo con volontari di Lampedusa e della terra ferma( piu di 150). Siamo certi del suo interessamento per la risoluzione della problematiche, come siamo certi che Linosa anche se lontana già è parte di lei con i suoi colori e i suoi silenzi quei silenzi della gente umile e rispettosa.
Il Segretario Provinciale
Di Malta Antonio

mercoledì 27 agosto 2008

Il Prefetto a Linosa


Sono passati venti lunghi anni da quando l'ultimo prefetto di Agrigento mise piede sull'isola di Linosa. Allora fu il prefetto Giorgiani che fece visita agli isolani, oggi invece è l'attuale rappresentante del Governo, Umberto Postiglione. Insieme alla moglie e al figlio, è stato sulla minore delle Pelagie per passare i suoi primi giorni di ferie: quattro in tutto. E' ripartito stamane a bordo della motonave Palladio destinazione Porto Empedocle.

”Sono stati i primi quattro giorni di ferie - ha esordito il prefetto – dopo una lunga ed estenuante estate passata nel mio ufficio per fronteggiare la carenza idrica, gli sbarchi d'immigrati e tanti altri problemi che affliggono il territorio agrigentino”.

Ma, pur essendo in vacanza, non ha voluto perdere l'occasione per accogliere le richieste e i problemi dei circa 450 abitanti dell'isola, organizzando un incontro presso i locali della chiesa parrocchiale di San Gerlando.

"Siamo lusingati della sua presenza sull'isola” ha affermato il delegato sindaco di Linosa Salvatore Remirez che ha continuato: "Abbiamo molte necessità, molti problemi, molti disagi che oggi ci portano a veder emigrare i nostri figli”.

Dopo aver salutato i residenti, il prefetto è intervenuto chiedendo all'assemblea di segnalare, senza timore, le problematiche a cui quotidianamente debbono far fronte: "Siamo nella casa del Signore- ha affermato Postiglione, cercando di nascondere la commozione - e qui tutte le nostre vite vengono riassunte. Cerchiamo di pensare che siamo tutti davanti a Dio, non abbiate timore nel denunciare i problemi che vivete tutti i giorni”.

A quel punto gli isolani che hanno preso parte all'incontro, durato per più di due ore e mezzo, hanno presentato al prefetto le maggiori difficoltà che attanagliano la dura vita isolana. La sanità, uno fra i più rilevanti disagi: sull'isola, infatti, è presente una sola guardia medica con due medici.

"Mentre le tartarughe- ha detto un'isolana al prefetto - hanno continue cure, radiografie anche a ‘raggi x', ecografie e costanti controlli, noi dobbiamo per forza spostarci da Linosa”.

Ed ancora la mancanza di un presidio dei vigili del fuoco è causa di pericolosi interventi operati dagli stessi cittadini per fronteggiare grandi e piccoli incendi. Il duro lavoro dei carabinieri della locale stazione, unica autorità di polizia giudiziaria sull'isola, costretta, ad esempio, a far dipingere il prospetto della caserma agli stessi militari. Il degrado che caratterizza le strutture scolastiche, ormai cadenti e quasi diroccate. Il pesante rapporto con le agenzie di trasporti, che, da qualche anno, non fanno più attraccare la nave proveniente da Porto Empedocle allo scalo vecchio, costringendo i cittadini a fare lunghi tragitti per raggiungere lo scalo. La mancanza di un distributore di benzina, che causa l'aumento del costo del carburante, giunto, per i linosani, a quasi 2 euro al litro.

"Con Lampedusa- ha denunciato un altro isolano - siamo, in teoria, un unico comune: ma perché, godiamo degli stessi vantaggi e viviamo gli stessi disagi?”.

Il prefetto incamera tutto nella mente prima di esprimere un parere. "Io credo che il turismo può aiutare l'isola di Linosa e suoi abitanti solo se rievochi le origini contadine dell'isola. Linosa, infatti non è un'isola di pescatori e si dovrebbe lavorare per recuperare questo tessuto contadino non ancora dimenticato e non ancora soffocato da un turismo molto ‘alla buona'. Secondo me un approdo alla vera realtà che non deve mistificare la reale natura dell'isola. In questa direzione Linosa potrebbe diventare un punto d'eccellenza del turismo siciliano. Dall'incontro avuto con i residenti sono emerse molte problematiche ma essendo di facile soluzione penso che di qui a poco riusciremo a risolverli”.
agrigentonotizie.it

giovedì 21 agosto 2008

Palladio ancora un'avaria, insorge il Pd lampedusano


Ancora una volta la motonave Palladio della Siremar in servizio da Lampedusa a Porto Empedocle si è fermata in pieno Canale di Sicilia per un'avaria mentre a bordo era carica di passeggeri. E' successo la notte scorsa durante il viaggio di ritorno verso Agrigento, concluosi all'una anzichè alle sette del pomeriggio di ieri. Grandi i disagi per i passeggeri coinvolti in questa nuova odissea in mare della motonave della Siremar, ma gravi anche i danni economici per i pescatori lampedusani per via del mancato viaggio di stamattina con centinaia di cassette di pesce rimaste sull'isola."Si tratta di disservizi - hanno scritto intervenendo i consiglieri del Pd di Lampedusa Giuseppe Palmeri, Giorgio Lazzara, Angelo Amato, Salvatore Prestipino, Vincenzo Billeci, Francesco Pamisano e Peppino - e di gravissimi danni alle isole di Lampedusa e Linosa". Per questo il gruppo consiliare ha deciso di rivolgersi alla Procura della repubblica di Agrigento. "Non è più possibile dicono i consiglieri lampedusani - assistere passivamente a questo scandalo, ancora una volta Lampedusa e Linosa sono costrette a subire disagi e disservizi con gravissime perdite economiche causate appunto da una società, la Siremar, che da tempo ormai dimostra di non essere in grado di garantire la continuità territoriale delle isole Pelagie"."A causa di queste navi da 'terzo mondo', Il pescato stamattina non è riuscito a partire per la terraferma causando per e i pescatori il rischio di perdere centinaia di casse di pesce, oltre ai disservizi causati ai turisti presenti nelle isole che dovendo rientrare dalle vacanze e rimangono bloccati a Lampedusa e Linosa, molti dei quali perdendo anche il biglietto e le prenotazioni di altre navi in partenza da Palermo per il continente".L'intervento dei consiglieri lampedusani si è concluso con l'invito al sindaco ed alla Giunta dell Pelagie di chiedere urgentemente al presidente della Regione e al Ministero delle nfrastrutture e Trasporti la scissione del contratto con la società Siremar. "Come gruppo consiliare Pd abbiamo chiesto ai nostri legali di verificare se sussistono i presupposti per denunciare la società Siremar per interruzione di pubblico servizio, stiamo anche presentando una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria ed urgente, per affrontare definitivamente il problema dei trasporti marittimi da e per le isole Pelagie, invitando l'intero consiglio a costituirsi parte civile in eventuali azioni legali nei confronti della Siremar.

agrigentonotizie.it

domenica 20 luglio 2008

Incendio: Intervento del segretario provinciale del CONAPO Antonio Di Malta

Sull’episodio interviene anche il segretario provinciale del CO.NA.PO Antonio Di Malta: “Da ormai parecchi anni – dice Di Malta - denunciamo carenze sulle due isole che necessitano del soccorso dei Vigili del Fuoco l’episodio di questa notte è uno dei tanti campanelli di allarme di quello che potrebbe essere il soccorso dovuto all’assenza dei Vigili del Fuoco sull’isola di Linosa.

E’ vergognoso lasciare quei cittadini abbandonati al loro destino è mortificante sia per la classe politica che istitutiva di tutta la Provincia continuare ad essere latitanti - Linosa e i suoi cittadini hanno il diritto di avere il soccorso e un presidio dei Vigili del Fuoco nella stessa maniera di tutti gli altri cittadini d’italia come anche gli extracomunitari.

Istituire un presidio nell’isola di Linosa è necessario per molteplici problemi che tutti sanno compresa la problematica della distribuzione di carburante .

Riteniamo da subito poter contribuire positivamente al fine di risolvere è istituire un presidio misto sull’isola di Linosa .

Proponiamo un plauso agli uomini dell’arma dei Carabinieri che malgrado le loro normali attività d’istituto su linosa da oggi si trovano anche vigilare sugli incendi senza mezzi ed attrezzature” conclude Di Malta.

agrigentoweb.it

una famiglia in pericolo per la mancanza di vigili del fuoco


Sono le 4.10 del mattino del 20 luglio quando la signora Saltalamacchia Rosa, nota imprenditrice commerciale dell’Isola, si sveglia accaldata in seguito allo spegnimento del condizionatore della propria camera da letto, in cui dormiva con la figlia di 4 anni.

Per via di un cortocircuito l’interruttore generale dell’energia elettrica si stacca ma la casa comincia a riempirsi di fumo. In preda al panico la signora porta la figlia fuori, sul balcone, in modo da evitare qualche avvelenamento e chiama il figlio diciassettenne, che dormiva nella camera accanto. Il giovane adolescente salta, così, dalla finestra sul balcone e con la madre, nella notte, incomincia a chiedere aiuto.

La famiglia è intrappolata da un forte fumo tossico. Intanto, il vicino di casa, ancora sveglio poiché reduce da una festa, si insospettisce per l’acre odore di fumo e, portandosi fuori sul balcone per capacitarsi da dove stesse arrivando, scorge la famiglia in preda al panico. Immediatamente accorre per aprire la porta del negozio, comunicante con la casa, per dare sfogo al fumo.

Per una cinquantina di metri della via re Umberto l’aria è irrespirabile e vengono immediatamente chiamati i carabinieri.

Le forze dell’ordine cercano di entrare in casa ma il fumo è troppo intenso. L’appuntato Prestigiacomo riesce ad entrare e a spegnere con degli estintori, prestati dai negozianti vicini, i piccoli focolai che si andavano formando nel legno degli stipiti.

Viene porta una scala per far scendere la famiglia in strada ma viene portata giù solo la piccolina. La madre ed il figlio adolescente rimangono sul ballatoio. Intanto accorre anche il maresciallo dei carabinieri F. Nerli, in vacanza sull’isola, che riesce a salire per le scale interne raggiungendo la camera da letto. In tal modo, dopo aver rassicurato la signora ed il figlio, fa si che possano uscire fuori e mettersi in salvo.

Per tale operazione sono stati impiegati 55 minuti, una tempistica che avrebbe potuto causare la morte della famiglia, una tragedia. Tutto questo perché a Linosa non esiste nessuna stazione dei vigili del fuoco che possa assicurare prontamente la sicurezza dei cittadini Italiani che abitano questa Isola, riconosciuti come tali solo durante i periodi elettorali e nel momento della riscossione delle tasse.

Domenico Tuccio

venerdì 18 luglio 2008

giovedì 17 luglio 2008

Una serata di "O' Scià" costerà quanto ne costavano tre


Continua la storia di O'Scià, fra preventivi e decisioni che i consiglieri comunali pelagici dovranno affrontare durante un imminente Consiglio comunale che avrà un solo punto all'ordine del giorno: "O' Scià 2008". E' stata consegnata ieri, infatti, a tutti i consiglieri del Comune più a Sud d'Europa, una richiesta del sindaco con allegato il prospetto relativo alle spese per la serata del 27 settembre affinché questi diano il loro parere su quanto l'ente dovrebbe dare alla fondazione per la serata.

Una gatta da pelare per i Consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, dal momento che la fondazione "O' Scià", ha chiesto ufficialmente 400 mila euro al Comune, soldi che erano stati già messi a disposizione dalla Giunta lo scorso mese ma per tre serate e non per una sola quindi, probabilmente, bisognerà rivedere qualcosa o avere dei chiarimenti al riguardo. per una serata senza ospiti e solo con Baglioni alla fondazione servirebbero 524.698 euro; cifra che, a dire della fondazione, sarebbe sufficiente appena per coprire i costi vivi della manifestazione. Ai 400 mila euro che darebbe il Comune, ci sono da aggiungere altri soldi, che il ministero degli Interni avrebbe stanziato direttamente alla fondazione, per arrivare ai 524 mila 698 euro preventivati, appunto, dal sodalizio organizzatore.

"O'Scià" ridimensionato ad una sola serata; "O' Scià" oggetto di frenesie anche da parte di chi non ne conosce, che per sentito dire, i meccanismi che lo hanno fatto esistere fino ad oggi. In questo momento, i problemi sono molti a Lampedusa e solo chi ha avuto il mandato dal popolo, è nelle condizioni di decidere se deve continuare ad esistere, alle condizioni dettate dalla fondazione "O' Scià", ossia, da Rossella Barattolo, compagna di Claudio Baglioni. Sull'isola intanto, girano gli specchi del preventivo di spesa per il 2008. I 525 mila euro chiesti sembrano troppi a buona parte della popolazione anche perché qualcuno ha voluto confrontarli con quelli degli scorsi anni e, a quanto sembra, sarebbero la cifra richiesa in passato, ma per tre serate.
agrigentonotizie.it