lunedì 7 settembre 2009
martedì 1 settembre 2009
Davide Masia nuovo capogruppo di maggioranza
Dopo la fuoriuscita dalla maggioranza dell'ormai ex capogruppo Andrea Montana, che si è dichiarato indipendente, al Comune di Lampedusa è stato eletto, in sostituzione all'unanimità Davide Masia. Il consigliere, tesserato del Pdl (area Cimino), è uno dei più giovani all'interno del Comune. E' evidente che in un momento delicato come quello che si sta vivendo sulle Pelagie, eleggere Davide Masia come capogruppo, ha una valenza particolare dal momento che è stata annunciata una svolta all'interno dello stesso consiglio comunale e della giunta per la quale, è previsto a breve un azzeramento. "Mi sento onorato - ha detto - per la scelta che hanno fatto i miei colleghi consiglieri preferendomi come loro capogruppo e portavoce; l'azione amministrativa deve andare avanti e ha bisogno di nuovi elementi per dimostrare sia la propria valenza che per risolvere le problematiche che da sempre affliggono le nostre isole. Spero che da questo momento il Consiglio comunale possa svolgere il proprio ruolo con una squadra di uomini capaci di remare tutti verso la stessa direzione con lealtà, onestà e spirito di squadra".
giovedì 27 agosto 2009
ESTATE DA MISS AGRIGENTO. Le vacanze di Adriana tra Scala dei Turchi e Linosa
Un’estate all’insegna del bel mare limpido e luccicante tra Scala dei Turchi e Linosa.
E poi la movida di San Leone, in attesa di iniziare gli studi universitari dopo il diploma. E’ l’estate di Adriana Ciardiello, 18 anni, di Aragona, che da mesi indossa la corona di Miss Agrigento 2009.
Un metro e settanta centimetri di avvenenza, occhi verdi, sguardo intenso, capelli castano chiari, curve mozzafiato. Il risultato è una ragazza elegante e sexy, dolce, intrigante, simpatica.
Come trascorre l’estate Miss Agrigento? “Passo le giornate al mare – racconta - sono in pseudovacanza a Linosa (dico pseudo – spiega - perché abito dai miei nonni, visto che per metà nelle mie vene scorre sangue linosano).
Vado al mare spesso – dice Adriana - sia la mattina che il pomeriggio. La sera qui a Linosa sto con gli amici al "Dammuso" o al "Black planet". Al mio paese invece esco sempre col mio ragazzo (Gaspare Moncada, ndr) e poi vediamo gli amici: pre-serata ad Aragona al bar Europa o al Naselli, poi San leone per i chioschi, o al Crocodile”.
Vacanze tranquille, si direbbe. Ma qualche ballata “scatenata”, per lei che ha fatto quattro anni di danza moderna, se la fa nei locali notturni di San Leone. Ma non beve troppo alcolici, “solo qualche volta”, assicura.
Adriana quest’anno si è diplomata con 95/100 al Liceo Scientifico "Leonardo". “Adesso – dice - dovrò frequentare l'università, vorrei entrare nella facoltà di architettura ad Agrigento, ma c'è il test d'ammissione, infatti sto studiando per superarlo. Se dovesse andare male (incrociamo le dita che vada bene, ndr) come seconda opzione mi piace la facoltà di giurisprudenza”.
Adriana quest’estate ha partecipato anche alle selezioni di Miss Italia: “Ho vinto la selezione provinciale arrivando prima – racconta - ma non ho partecipato a nessuna selezione regionale perché ero qui a Linosa e non mi andava di ripartire, quindi non so come mi sarebbe potuta andare”.
Le sarebbe andata quasi certamente bene, in passerella si muove con destrezza. La corona di Miss Agrigento ancora non le ha dato la possibilità di lavorare nel mondo della moda e dello spettacolo, ma primo o poi Adriana, se davvero lo vorrà, troverà la strada del successo.
comunicalo.it
domenica 23 agosto 2009
Squali Mako al largo di Linosa
Due squali Mako di circa 1 metro di lunghezza sono stati pescati con i palamiti al largo di Linosa. Si tratta di due esemplari giovani, visto che gli adulti superano i 2 metri di lunghezza. In Italia non esiste una pesca mirata agli squali, ma compaiono come preda accidentale a quasi tutte le tipologie di pesca. In questo caso gli squali hanno mangiato l'esca preparata per i pesce spada, questi ultimi considerati preda molto pregiata a differenza degli squali. La tecnica di pesca con i palamiti, utilizzata principalmente per catturare pesce spada o tonni, consiste in una lunga e robusta lenza con numerosi braccioli più sottili ognuno dei quali porta un amo. Il Mako è presente nelle acque temperate di tutti gli oceani e in tutto il Mediterraneo. Nel Mare Nostrum si ritrovano due specie diverse e facilmente distinguibili fra loro: uno ha le pinne pettorali molto lunghe che superano la lunghezza della testa, mentre quello più comune, come quelli pescati a Linosa, hanno le pinne pettorali più corte. Pur non essendoci dati numerici sufficienti sulla presenza della specie, il mako viene considerato come specie a rischio. La cattura accidentale in diverse attività di pesca e il depauperamento delle risorse ittiche sono le principali cause della rarefazione della specie. lastampa.it |
sabato 22 agosto 2009
La Procura indaga sulla nave maltese
Forse è stato solo un caso l’avvistamento del diportista. Può succedere, e la statistica non c'entra nulla. Ma quel cadavere riaffiorato ieri a sud di Linosa, è come se fosse un «corpo di reato» portato dalla difesa dei cinque disgraziati eritrei sopravvissuti, che hanno raccontato che la loro odissea si è trasformata in una tragedia, con la morte di oltre settanta compagni di viaggio, e l’omissione di soccorso dei maltesi che li hanno costretti a proseguire il loro viaggio verso Lampedusa.
Quel corpo recuperato a Linosa sembra un atto di pietà del mare verso tutte le vittime (negate) dell’immigrazione. Perché, probabilmente, quel cadavere potrebbe anche non rientrare nel computo dei morti di quest’ultima tragedia ma di un altro carico di «merce umana» inghiottito dal mare, senza che nessuno l’abbia finora saputo.
Titti la sopravvissuta, ancora non si è ripresa. Non mangia, è molto debole, non reagisce e i medici che l’hanno sotto osservazione al Cie, il Centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa, stanno valutando se trasferirla in un ospedale (cosa accaduta ieri sera. Anche un altro eritreo è stato trasferito all’ospedale di Palermo in elisoccorso). Gli altri quattro stanno meglio, anche se alcuni sono ancora febbricitanti. Ancora ieri, gli ufficiali della polizia giudiziaria li hanno interrogati. Perché vogliono ricostruire nei dettagli il viaggio del gommone. Tutti potranno essere trasferiti da Lampedusa, dopo il via libera concesso dal procuratore di Agrigento, Roberto Di Natale, in un centro della Sicilia, dal momento che i cinque «testimoni» dovranno essere interrogati dai magistrati che si occupano dell’indagine.
Il procuratore Di Natale ha ammesso che a questo punto il «fascicolo» aperto per favoreggiamento all’immigrazione clandestina contemplerà anche i reati di omicidio plurimo colposo e di omissione di soccorso: «Stiamo valutando il racconto dei cinque eritrei e non escludo la possibilità di attivare una rogatoria internazionale con Malta. Ipotizzando, appunto, l'omissione di soccorso. I fatti sono accaduti nelle acque internazionali di competenza delle autorità di La Valletta e teoricamente anche la magistratura maltese dovrebbe indagare....».
E già Malta, che fa la risentita. Che offre una sua versione dei fatti che contrasta con il racconto dei sopravvissuti e soprattutto con la storia recente. Quella dei respingimenti in mare nati dopo l’accordo siglato dal nostro ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e il suo omologo libico. E dall’intesa siglata dal Capo della Polizia, il prefetto Antonio Manganelli, e il suo omologo algerino. Dal 6 maggio al 13 agosto - questo è solo il bilancio dei numeri - sono stati soccorsi e riaccompagnati in Libia e in Algeria 810 extracomunitari. Mezzi navali delle Capitanerie di Porto e della Guardia di finanza, coordinati dal prefetto Rodolfo Ronconi, a capo del Dipartimento dell’immigrazione e della polizia di frontiera del ministero dell’Interno, in collaborazione con le forze navali libiche e algerine, hanno portato a termine complessivamente quattordici operazioni.
Quello che colpisce, e che smentisce nei fatti l’autoassoluzione di La Valletta, è che gran parte delle operazioni sono avvenute nelle acque internazionali di loro competenza, ovvero in quella zona di «ricerca e recupero» che Malta pretende di gestire con dichiarazione unilaterale e sulla quale, evidentemente, non interviene. Si trovavano proprio nelle acque di competenza maltese i primi 231 extracomunitari che i mezzi della Finanza e delle Capitanerie di Porto sbarcarono a Tripoli. Complessivamente, 11 dei 14 respingimenti sono avvenuti proprio in quello specchio di mare che dovrebbe pattugliare Malta, 2 in acque di competenza dell’Algeria, 1 di competenza libica.
venerdì 21 agosto 2009
Viaggio di migranti verso l'Italia: uno sbarco
(La Stampa)
ps sono tunisini