venerdì 28 marzo 2008

Armani si inspira a Linosa nella nuova collezione

Tempo anche per l’uomo di guardarsi attorno, abbandonare lane e fustagni (tessuto di grande tendenza del resto nella stagione appena trascorsa) e lasciarsi irretire in una nuova campagna d’acquisti per la primavera ormai imminente.

I cieli si aprono, la vita torna a mostrarsi più luminosa e i nostri armadi richiedono di nuovo attenzione e cura. Come sempre le offerte sono molte, variegate, ci si muove in un dedalo di tentazioni, di colori, di forme, direi quasi di profumi… ma ancora una volta re Giorgio (bando alle polemiche pretestuose) ci offre una soluzione di grande raffinatezza: abiti morbidissimi, colori così delicati da rimandarci, come in sogno, a certe nostre isole del Mediterraneo: Pantelleria, Stromboli, Linosa, piccole perle naturali che gli dei vollero sospendere tra mare e cielo e che rubano ancora oggi un po’ di fiato al viaggiatore o al turista impreparato.

Una collezione questa per la primavera/estate 2008 che rivela una eleganza minimalista ma con delicatissimi tocchi di estrosità .. tocchi che ci ricordano, in un sussurro (perche’ questo e’ lo stile dell’uomo Armani), certi dandy degli anni passati. Giacche a camicia, camice con scolli a scialle o addirittura senza collo, tagli e misure che lasciano intravedere piccole nudità…. un mondo dunque per chi vuole sì stupire ma senza mai dimenticare garbo ed innata eleganza.

domenica 23 marzo 2008

Linosa, dossier Palladio prima e seconda parte

Ormai la condizione di vita degli abitanti dell'isola di Linosa è divenuta disagiatamente insostenibile. Le 480 anime che vivono, meglio sopravvivono, sull'isola si trovano costrette a restare isolate per diversi giorni a settimana per via di una negligenza o non curanza dei potenti: nel corso degli anni è stato sempre promesso la realizzazione di un porto, ampliamento del già presente molo dello Scalo Vecchio, che garantisca un approdo giornaliero, fermo restando condizioni meteo-marine avverse per la traversata e non più per l'approdo. L'isola vive di agricoltura e di turismo, settori economici che non si sono mai potuti sviluppare per via della precaria garanzia di un approdo sicuro. Dal 2002 esiste un sito internet, www.linosa.biz , che si occupa, attraverso la rubrica ki nikki & nakki, di dare voce all'evolversi degli eventi che, altrimenti, resterebbero celati nei ricordi dei linosani. Ormai informatizzati agli isolani non resta che sfruttare questa via per denunciare i disagi e dire BASTA


kinikkienakki

sabato 22 marzo 2008

L'odissea dei passeggeri arrivati in elicottero

“Linosa, Linosa”, grida il personale di bordo della motonave Palladio, bussando alle porte delle cuccette, alle sei del mattino. Il profilo dell’isola si intravede dal ponte. La sera prima i passeggeri si imbarcano, ma con riserva, ciò significa noi compagnia partiamo, ma non assicuriamo l’attracco.
Ma nessuno immaginava che stava per iniziare l’ennesimo viaggio degli Ulisse per caso. Tra i viaggiatori linosani, turisti e originari dell’isola tutti uniti da un desiderio comune: arrivare a Linosa. Stiamo parlando della più piccola delle Pelagie, la più disagiata, non la più sfortunata, perché la sfortuna non va presa nemmeno in considerazione, bisogna soltanto “andare dietro la verità effettuale della cosa”, scrive Machiavelli nel capitolo XV del Principe.

La nave parte a mezzanotte da Porto Empedocle. Al mattino per due volte fa il giro dell’isola. Il mare non è poi così mosso da non potere approdare a Pozzolana di Ponente, ma lo si potrebbe fare allo Scalo Vecchio, attracco a sud. I passeggeri iniziano a innervosirsi, cercano di parlare con il comandante. La risposta è ormai nota a tutti: l’approdo è inagibile. L’ordinanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa stabilisce invece che al fine di evitare il sovraccarico delle parti a sbalzo della banchina interessata dal cedimento di un pilastro, è vietato lo sbarco dei mezzi pesanti ma non dei passeggeri.
Un nodo al pettine quello dello Scalo Vecchio che opprime l’isola da molti anni, che provoca disagi grossi alla cittadinanza, con conseguenze negative sugli esercizi commerciali e quindi sul turismo, attività principale e fondamentale per l’economia di Linosa.

I passeggeri arrivati a Lampedusa alle nove del mattino, dopo otto ore di navigazione sono scesi con l’intenzione di occupare il portellone della Palladio e di impedire l’imbarco dei mezzi se non fosse stato assicurato lo sbarco a mezzogiorno a Linosa. A complicare la situazione il peggioramento delle condizioni meteo- marine. Sul posto arriva il vicesindaco del Comune di Lampedusa e Linosa, Angela Maraventano che ha assistito i passeggeri insieme a Lorenzo Montana, assessore della giunta comunale. A Lampedusa si uniscono altri passeggeri che pensavano di partire per Linosa. Diverse le ipotesi vagliate: l’elicottero e poi la motovedetta, dopo l’arrivo del comandante di squadriglia della Guardia Costiera Rodolfo Raiteri.

Dopo cinque ore di attesa finalmente viene approntata la soluzione dell’elicottero della Protezione Civile, arrivato da Palermo, grazie all’intervento di Angela Maraventano che è rimasta insieme ai passeggeri fino al termine delle operazioni. All’interno della stazione marittima sono stati offerti panini e acqua ai malcapitati. Sono state ore di sconforto, raccontano i passeggeri, soprattutto per il timore di rimanere a Lampedusa, di mandare a monte i propri progetti. E poi tanta, tantissima rabbia per una situazione che i linosani conoscono bene e che non è stata mai risolta.

Partono in elicottero prima le donne e i bambini, poi gli uomini: in tutto 35 persone per un totale di sette viaggi. L’episodio si era già verificato a Natale e anche in passato. Ma non è la congiura del maltempo e neppure della sorte, semmai di una situazione vecchia che non è stata risolta nel tempo e che adesso è degenerata aumentando ulteriormente i disagi degli isolani e dei turisti che devono raggiungere Linosa. Disagi che non possono essere risolti se ci sono divisioni o campanilismi. L’assessore alla Pesca, Pietro Riso trovandosi sul posto ha protestato perché la nave partisse altrimenti i pesci imbarcati sarebbero andati a male, perché Linosa è una palla al piede, che sarebbe preferibile dividere i due comuni. Affermazione che ha suscitato lo sdegno di altri assessori.

La protesta avvenuta ieri non può rimanere un episodio isolato ma deve essere l’inizio di un progetto che coinvolga tutti, cittadini, istituzioni, la società di trasporti marittimi, l’amministrazione locale. Gli interventi come quelli di ieri sono solamente soluzioni che risolvono il problema al momento e che non sono decisive. Basta solamente non considerare Linosa un luogo lontano e isolato perché abitato da meno di 500 abitanti. Un progetto per essere veramente efficace deve superare gli interessi per porsi in una prospettiva utente-centrica che tenga conto dei bisogni della cittadinanza e di chi ama Linosa e vuole conoscerla e visitarla.
La questione resta aperta.

strettoindispensabile.it

venerdì 14 marzo 2008

Allarme bomba e la Palladio parte in ritardo

E' partita con due ore di ritardo alla volta di Linosa e Lampedusa, la motonave della Siremar Palladio. Una telefonata anonima ai carabinieri di Agrigento che annunciava la presenza di una bomba all'interno della nave per le Pelagie è arrivata circa un'ora e mezza prima delle 23.59, ora solita della partenza del traghetto.
Il ritardo è stato dovuto alle accurate quanto necessarie operazioni di controllo effettuate dagli uomini della Capitaneria di porto che, insieme polizia, carabinieri e vigili del fuoco, hanno messo in atto la procedura standard per questo genere di emergenze.
I passeggeri già a bordo sono stati fatti scendere sulla banchina e controllati singolarmente col metal detctor. Ogni angolo della nave è stato passato al setaccio. Ma di ordigni esplosivi, al termine di due ore di fitti controlli, nessuna traccia. Così intorno alle due del mattino, ricevuto il benestare del responsabile della security della Siremar, la Palladio ha potuto mollare gli ormeggi e fare rotta sulle Pelagie dove è attesa in tarda mattinata.

agrigentonotizie.it

venerdì 1 febbraio 2008

Ti voglio conoscere: il primo web reality

Si è conclusa a mezza notte del 31 gennaio la prima selezione del casting per la prima edizione del web reality “Ti voglio conoscere”, dove i selettori sono stati tutti i visitatori del sito. Già a partire dalla data del 7 dicembre 2007 diversi concorrenti si sono dati da fare per mostrarsi e accalappiare la simpatia dei visitatori del sito www.tivoglioconoscere.it. A partecipare con un video simpatico e molto semplice è un membro del gruppo cabarettistico Tempu Nivuru , Salvatore Tuccio, con l’username di linosanet, il quale per diverse settimane è rimasto nella top ten del casting. All’inizio, il regolamento del programma prevedeva l’attribuzione di un singolo voto giornaliero ad un solo candidato. Tuttavia, la produzione, vedendo l’incalzare di presenze sempre più numerose ha deciso di proporre una votazione ad ogni ora. Ciò ha fatto precipitare vertiginosamente la postazione di Salvatore fino ad arrivare alla posizione 22. Ad aggiudicarsi il primo posto è stata una bellissima ragazza milanese ma di origine argentina, Virginia. Nel suo video dichiara di voler fare il reality perché pensa sia divertente. Tuttavia il reality prevede diverse fasi. Conclusasi la prima fase, a metà febbraio, partirà la seconda che vedrà la partecipazione dalla vincitrice e di altri tre protagonisti, affiancati da altri co-protagonisti. Ti voglio conoscere è presentato da una frizzante Federica Ferrero. Alla fine del programma si vinceranno "fantastici premi", quali siano non è ancora noto. Comunque assisteremo tutti insieme con curiosità all’evolversi di questo rivoluzionario programma.

kinikkienakki

martedì 8 gennaio 2008

Primo sbarco dell'anno

Tre clandestini di nazionalità incerta sono sbarcati sulla costa dell'isola in tarda serata del 7 gennaio. Aiutati dalle condizioni meteo-marine favorevoli hanno avuto accesso all'isola indisturbati. Addirittura, in preda alla foga di scappare, trovando un scooter di un pescatore che si era allontanato con la propria imbarcazione dalla costa lasciando il veicolo con le chiavi appese (consuetudine degli isolani), si sono aggirati nella tranquillità della notte per le strade del paese. Infine hanno trovato riparo nella cabina del camion per la raccolta dei rifiuti, accedendovi dopo aver procurato la rottura del vetro dello stesso. All'alba si erano già allontanati quando gli operatori ecologici, recatosi al veicolo per adempire al lavoro quotidiano, hanno trovato la batteria del camion consumata ed i fari accesi. Intanto il vigile urbano, avvisato dell'accaduto, ha cercato di rintracciarli e catturarli, grazie all'aiuto di alcuni passanti. Arrivato il corpo dell'Arma dei Carabinieri locale, sono stati portati in caserma e poi, durante la tarda mattinata, sono stati trasportati nei locali del centro d'accoglienza di Lampedusa con la motovedetta della Guardia Costiera.

Domenico Tuccio